Il Resto del Carlino
Il battistero del Duce ? Non
c'è più
Aleggia su Predappio e arriva alle porte di Forlì, a Villa Carpena. Scatena
discussioni il fantasma di Mussolini, ma non fa più paura, ormai esorcizzato dal
tempo. Anzi crea interessi da collezionisti, alla ricerca di pezzi unici che ne
ricordino il passato. Anche a costo di incappare nella classica paccottiglia. Ma
i più decisi cercare il cimelio vero.
A tutti i costi. Così dalla chiesa di San Cassiano, dove venne battezzato
Mussolini è sparita la parte alta del battistero. I soliti ben informati dicono
che sia in restauro, ma i più maliziosi non esitano a puntare il dito su don
Luigi, il parroco. Che in tutta tranquillità parla di restauri in corso. «C'è
stato un milanese che lo ha comprato per meno di un milione, una sciocchezza. Io
avrei pagato molto di più» dicerie? Un cacciatore di cimeli scommette che
qualcuno l'ha fatta sua. E oggi ricorre l'anniversario della nascita del Duce.
Una coincidenza fatta apposta? La parte lignea del battistero sarebbe volata a
rendere più preziosa la collezione privata di un milanese. Il passaparola si
ferma qui. Dove sia veramente il battistero nessuno lo sa. «E' al restauro-
ripete don Pier Luigi- tornerà meglio di prima». L'apertura della casa natale e
la guardia d'onore alla sua tomba, nel cimitero di S. Cassiano segnano le sue
date fatali: la nascita e il riposo. La storia lo ha superato, ma non
dimenticato, Benito Mussolini. Passati gli anni delle contrapposizioni e dei
lutti, è come se l'ingresso nel terzo Millennio abbia aperto una fase nuova nel
rapporto fra il fantasma di Benito e Predappio. Il rifiuto politico resta chiaro
in un Comune che ha eletto una giunta di centrosinistra, ma la città ha capito
quanto sia importante per la sua economia avere dato i natali a Mussolini. La
nostalgìa qui può essere un profumo che si vende nei negozi di souvenir o il
retaggio di un tempo passato che i turisti catturano in un ricordo da portare a
casa al ritorno delle vacanze. Quanto a souvenir invece Pierluigi Pompignoli non
ha niente da invidiare ai grandi del marketing. Lui e la sua Predappio tricolore
hanno avuto un'idea vincente: anticipare il 2002 con un calendario. 100 mila
copie adesso e 200 mila dopo. «E' la prima volta dopo la caduta del fascismo -
dice orgoglioso - che si trova edicola un calendario con la guida ai luoghi di
Mussolini». Intanto a Villa Carpena vedremo in mostra pezzi pregiati come il
violino di Mussolini, il trattore di Donna Rachele, libri, quadri, opere d'arte,
statue di marmo, bronzi, mobili, bandiere, gagliardetti, medaglioni celebrativi
e documenti con originali vergati dal Duce e da D'Annunzio.
Nelle foto di Giorgio Sabatini: il battistero di San Cassiano, la Villa di
Carpena e Luigi Pompignoli con il calendario del 2002 dedicato a Benito
Mussolini
di Enrico Zavalloni